Fave: proprietà, caratteristiche e consigli per gustare questo legume

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Le fave sono legumi poco calorici ma ricchi di proprietà nutrizionali. Diffuse soprattutto al sud, in Liguria e Sardegna, sono purtroppo generalmente poco usate nella cucina quotidiana delle famiglie italiane. Utilizzarle di più, però, è possibile, perché si possono trovare sia fresche che secche. Ecco allora qualche consiglio per gustarle al meglio.

Le proprietà nutrizionali delle fave

Le fave sono legumi ricchi di proprietà nutrizionali. Originarie dell’Asia Minore, il loro approdo nella nostra penisola si perde nella notte dei tempi. Sin dall’antichità infatti, rappresentavano una risorsa preziosa per la popolazione, poiché si tratta di una pianta resistente alle malattie e la cui coltivazione richiede poco terreno e poca acqua.

 

Le fave rappresentano un’ottima fonte di amido, fibre, carboidrati, vitamine, ferro e proteine. Oltre a essere un alimento sano per tutti, sono perfette per chi ha scelto la dieta vegana e necessita di prodotti di origine vegetale sostanziosi e completi.

Un’altra caratteristica importante delle fave è la loro capacità di mantenere alti i valori nutrizionali, sia da fresche che da secche, sia crude che cotte. Oltre a consumarle fresche nel periodo compreso tra fine marzo e luglio, potete conservarle in freezer dopo averle appena sbollentate oppure acquistarle secche e utilizzarle tutto l’anno.

Come gustare le fave fresche

Le fave, specie se raccolte all’inizio del loro periodo di maturazione, possono essere mangiate crude. Capita di gustarle insieme al salame o al pecorino durante il picnic di Pasquetta, oppure di trovarle servite in insalata, condite con olio, sale e pepe. 

Se la fava invece è più grande e presenta una pellicina un po’ spessa, potete sbollentarla una decina di minuti per poi sbucciarla praticando una piccola incisione per far uscire poi la polpa più dolce e morbida. Una volta ottenuta la polpa, potete utilizzarla per preparare sughi estivi per la pasta, oppure sfiziosi contorni.

Nel primo caso potete spadellare la polpa di fave con della pancetta abbrustolita, oppure frullarla insieme ad aglio, pecorino, pinoli e basilico per un pesto particolarmente delicato e morbido. Nel secondo caso invece, una ricetta tipica pugliese vede le fave abbinate alla cicoria, in un ottimo contrasto tra dolce e amaro.

Come utilizzare le fave secche

Il vantaggio delle fave secche è che si possono trovare e utilizzare tutto l’anno. Come ogni altro legume secco, vanno lasciate a mollo. L’ideale sarebbe una notte intera, con un pizzico di sale o bicarbonato per quelle intere (7 ore circa per quelle decorticate), cambiando l’acqua un paio di volte.

Una volta ammorbidite potremo passare alla cottura. Saranno pronte in circa 1-2 ore, a seconda del metodo di cottura. In acqua possono essere lasciate a bollire senza particolari attenzioni, se non quella di cuocerle nel doppio dell’acqua rispetto al loro peso e salando solo a pochi minuti dal termine della cottura.

Con le fave secche possiamo preparare zuppe, aggiungerle al minestrone ma anche dei deliziosi ed esotici falafel. Tra le ricette nostrane vi segnaliamo i maccu di favi siciliani. Si tratta di una purea a base di fave, cipolla e finocchietto selvatico che solitamente viene servita come primo piatto tiepido, accompagnato da crostini di pane.

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