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Carlo Cracco non smette mai di sorprendere. Recentemente lo chef ha preso parte a un’importante missione umanitaria in Asia meridionale promossa dall’IFAD, il fondo internazionale per lo sviluppo dell’agricoltura. Non è la prima volta, e certamente non sarà l’ultima, che il cuoco si spende per una nobile causa.

Carlo Cracco e la vocazione filantropica

La notizia di Carlo Cracco in missione umanitaria di certo non ci coglie impreparati. Lo chef ha sempre dimostrato di possedere una forte vocazione filantropica.

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In passato infatti aveva già aderito a diverse iniziative contro lo spreco alimentare mettendo al servizio delle associazioni la propria notorietà.

Durante le ore più buie della pandemia, costretto alla chiusura dei propri ristoranti, aveva deciso di non lasciarsi andare allo sconforto e di rendersi utile nell’unico modo che conosce: cucinando. La notizia di Cracco e del suo staff al lavoro per sfamare gli operai dei cantieri per la costruzione di reparti Covid all’ex fiera di Milano aveva avuto molta eco. Ora, l’ex giudice di MasterChef, ha deciso di partire per una nuova missione umanitaria, questa volta in Asia meridionale e precisamente in Sri Lanka.

La missione umanitaria in Sri Lanka

Carlo Cracco, lo sappiamo, non è un semplice chef. È un cuoco stellato, un ristoratore di successo, un grande esperto di vini pregiati e un amato personaggio televisivo. In più possiede un’azienda agricola in Emilia-Romagna, ed è proprio questa passione per la coltivazione ad aver a che fare con la sua ultima missione umanitaria.

Come raccontato in una serie di scatti su Instagram, lo chef è stato: “In Sri Lanka, insieme a IFAD per Recipe for Change, un bellissimo progetto volto a sostenere i piccoli agricoltori e le comunità rurali nelle zone più disagiate e maggiormente colpite dal cambiamento climatico.”

Carlo Cracco è solo uno dei tanti chef coinvolti da IFAD nel progetto Investing rural people. Insieme a lui, tanti altri volti di fama internazionale del mondo della cucina hanno risposto all’appello. Ancora una volta lo chef ha dimostrato quanto la popolarità possa essere messa al servizio di una buona causa.