Alessandro Borghese rivela come riconoscere i migliori piatti tipici dei luoghi di villeggiatura

Quando si viaggia, oltre all’hotel e ai luoghi da visitare è importante anche cosa mangiare e si è sempre in cerca di consigli utili. E chi non meglio di uno chef come Alessandro Borghese per dare alcune dritte importanti su come riconoscere i migliori piatti tipici dei luoghi di villeggiatura?

Il cuoco, che è amante della buona cucina e che gira l’Italia in lungo e in largo con il programma 4 Ristoranti, ha affermato: “In questi anni direi che mi sono fatto un bel quadro dell’Italia ristorativa, anche se nel nostro Paese basta spostarsi di pochi chilometri e già cambiano le abitudini gastronomiche.

Nella stessa regione spesso ci sono diversi nomi per uno stesso piatto.”

Siete curiosi di sapere come dev’essere cucinata una piadina perfetta o come deve restare il riso all’interno di un arancino per essere davvero buono?

Nell’articolo sono elencati i piatti più conosciuti e più apprezzati di molte regioni d’Italia ma non tutti sappiamo come sono quelli da ritenersi davvero da 10 e lode.

Scopriamo insieme come riconoscere i piatti tipici dei luoghi di villeggiatura secondo Alessandro Borghese:

1) Trentino

Per assaporare dei deliziosi canederli, che sono grossi gnocchi composti di un impasto a composizione variabile di pane raffermo non si devono sfaldare nel brodo, ma soprattutto nell’impasto. Inoltre, non si deve sentire la farina che fa da legante fra il pane raffermo, il latte, il formaggio e le erbe fresche. Per essere perfetti devono essere compatti ma allo stesso tempo si devono sciogliere in bocca. Un altro piatto da assaporare in Trentino è il pesce di fiume: fresco ed anche nelle varianti affumicate.

Canederli

2) Liguria

La focaccia ligure per essere perfetta deve avere un’alveolatura e deve risultare compatta ed essere unta. Ma, secondo lo chef, il vero segreto è la lievitazione. Infatti, se il giorno dopo è ancora fragrante e morbida è buona, se è rinsecchita significa che è stata usata una farina non buona e una lievitazione non corretta. Da assaggiare è anche il cappon magro che comprende verdure e pesce di vario genere.

Focaccia genovese

Fonte immagine: Wikimedia Commons

3) Toscana

In Toscana non può mancare un bel piatto di arselle. Secondo Borghese, dal momento che l’arsella è più delicata della vongola, il piatto non deve essere troppo pasticciato, non ci deve essere olio sul fondo e il tutto deve essere ben legato e mantecato, come fosse scivoloso. Il consiglio dello chef è quello di provare una bruschetta con le arselle. Da assaggiare è anche la pappa al pomodoro che, pur essendo un piatto di recupero, risulta squisito come pochi.

Arselle

Fonte immagine: Ricette

4) Romagna

La vera e buona piadina deve essere lavorata con lo strutto, per ottenere la giusta morbidezza e untuosità. Come spiega Borghese, deve essere cotta sulla pietra e mangiata al momento per conservare la fragranza dell’impasto. Da assaggiare assolutamente in Romagna sono anche i passatelli che devono essere assolutamente senza farina, solo con uova e parmigiano, passati con lo schiacciapatate, serviti sia in brodo sia asciutti, magari con un ragù di verdure.

piadina

Fonte immagine: Flickr

5) Campania

Secondo lo chef Alessandro Borghese, per gustare una pizza da 10 e lode è importante che sul fondo non ci sia farina bruciata e che l’impasto sia ben cotto e idratato. Inoltre, il pomodoro non deve essere frullato, ma setacciato con il passaverdura. Da non farsi scappare sono anche gli ziti, un tipo di pasta spezzato con le mani, condita con il ragù di cipolla e carne.

Pizza

Fonte immagine: Wikipedia

6) Puglia

Piatto tipico e molto conosciuto della Puglia sono le orecchiette fatte a mano con semola, acqua e farina. Per essere perfette devono avere un fondo più sottile e un bordo più duro e calloso. Come afferma Alessandro Borghese: se non sono irregolari ma precise non sono fatte a mano! Da non perdere è anche la ciambotta: un pesce con le verdure cotte, il pomodoro schiacciato, i capperi e la cipolla.

Orecchiette

Fonte immagine: Flickr

7) Sicilia

Come spiega Borghese, negli arancini il riso deve essere compatto ed il chicco si deve sentire. Gli arancini devono avere una panatura singola e la crosta non si deve sfaldare o staccarsi dal riso. Inoltre, l’importante è che non siano troppo unti. Piatto tipico della tradizione siciliana è anche la caponata. Si tratta di un insieme di ortaggi fritti, conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Il consiglio dello chef è quello di gustarla il giorno dopo, accompagnata con un pezzo di pane.

Arancini

Fonte immagine: Flickr

8) Sardegna

In Sardegna non si può non gustare un prelibato piatto di malloreddus. Gli gnocchetti sardi, hanno la forma di conchiglie rigate lunghe da circa 2 cm in su, e sono fatti di farina di semola e acqua. Questa pasta dovrebbe essere fatta a mano, affichè, in cottura, si mantengano compatti e callosi senza diventare troppo molli. La callosità aiuta anche a raccogliere bene il sugo. Da assaggiare in questa regione sono anche le seadas. Sfoglie sottili a base di semola, formaggio di pecora ed il miele come condimento.

 malloreddus

Fonte immagine: Flickr

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