antonino cannavacciuolo curiosità

antonino cannavacciuolo curiosità

Dal suo arrivo a Masterchef, ma già prima, nel programma che l’ha reso celebre in tv “Cucine da incubo”, Antonino Cannavacciuolo ha saputo conquistare il pubblico non solo con i suoi squisiti piatti, ma anche con la sua simpatia e la sua forte personalità.

Per avere successo nel mondo del food oggi, bisogna saperci fare. Soprattutto in Italia, dove la concorrenza è spietata e dove i connazionali sono abituati a mangiare bene.

Antonino Cannavacciuolo ha fatto la gavetta (come la maggior parte degli chef nostrani e non) ma sicuramente ha dimostrato una marcia in più anche rispetto al successo dei suoi locali.

Chi non conosce il ristorante Villa Crespi? E il nuovo Bistrot aperto a Torino? I prezzi sono commisurati al valore del servizio e del lavoro in cucina, ma di certo pranzare o cenare in questi luoghi è un’esperienza unica e particolare. Piatti semplici, della tradizione, molto spesso rivisitati, ma ricchi di sapore e di gusto sorprendente sono il biglietto da visita di questo famoso chef.

Vediamo insieme le tappe della sua carriera fino al successo televisivo:

1) Gli inizi

Antonino Cannavacciuolo è nato a Ticciano (frazione di Vico Equense), in Campania. Il legame con le sue radici è ancora oggi molto forte e il ricordo della sua famiglia e della cucina della sua terra è ancora molto vivo, anche se oggi lo chef vive sul Lago d’Orta. Dalla cucina della nonna, dove ha imparato quasi tutto, poi la scuola alberghiera negli ultimi anni degli anni Ottanta, fino a lavorare per l’Hotel San Rocco e all’Approdo, dove ha conosciuto la sua futura moglie.

2) Il successo con Villa Crespi

Il ristorante con vista sul Lago d’Orta è arrivato nel 1999. Non solo lo chef comprò il locale, ma tutta la struttura con l’aiuto della futura moglie, per ristrutturarla e renderla il gioiello che è oggi. Nel 2003 i sogni di Cannavacciuolo si realizzano tutti insieme: il matrimonio e la prima stella Michelin. Oggi Villa Crespi ne ha due, la seconda stella è arrivata nel 2006, ed è una delle mete più ricercate per gustare piatti di ispirazione piemontese.

3) I piatti

Autenticità, ingredienti di alta qualità che raccontano il territorio, tanta inventiva e molto lavoro. Secondo Cannavacciuolo i piatti devono parlarci al cuore ed è per questo che cucina con tutta la passione e la sua terra nel cuore. Nei suoi ristoranti propone menù degustazione, ma anche piatti complessi, per soddisfare ogni palato. Queste in foto, ad esempio, sono le linguine di Gragnano, con calamaretti e salsa al pane di segale.

4) Cucine da incubo

Format arrivato in Italia nel 2013, “Cucine da Incubo” ha catapultato lo chef nel mondo della televisione. Il suo stile verace e il suo aspetto, imponente, ma bonaccione, gli hanno consegnato il successo su un piatto d’argento. Le sue famose “pacche” hanno dato vita a numerose gag sui social media e Antonino Cannavacciuiolo è diventato presto l’ultima speranza per chi possedeva un locale che incontrava qualche difficoltà.

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5) Lo stile

Abituati agli chef della televisione, nei programmi di cucina, precisi e un po’ seriosi, abbiamo dovuto ricrederci nel vedere arrivare Cannavacciuolo di fronte alle telecamere. Eppure il mondo del cibo non è solo tecnica, ma anche passione e grinta, sudore della fronte e dure levatacce. Lo chef sembra incarnare l’immagine di chi ce la fa davvero con le proprie forze e non smette mai di guardare avanti.

6) L’arrivo a Masterchef

Hanno tutti ristoranti di successo o lavorano nella ristorazione italiana e internazionale. I conduttori di Masterchef sono partiti dal numero perfetto: Barbieri, Bastianich, Cracco, per poi aggiungere il volto di Antonino Cannavacciuolo nel 2015. Una sorpresa anche per lo chef, che dal suo sito ufficiale fa sapere che quella chiamata proprio non l’aspettava ma che basta essere se stessi e mostrare il proprio carattere e la propria cucina.

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7) Ultime avventure

Lasciando un attimo da parte le avventure televisive, nel 2015 Antonino Cannavacciuolo apre il Cannavacciuolo Cafè & Bistrot a Novara, una nuova sfida in Piemonte, che non rimane l’unica. L’obiettivo era quello di puntare a coinvolgere più persone possibili nell’esperienza di cucina dello chef. Vincenzo Manicone è oggi lo chef di quel ristorante, mentre un nuovo Bistrot ha aperto a Torino, dove lo chef Nicola Somma (dopo 3 anni a fianco di Cannavacciuolo a Villa Crespi) si esprime ai fornelli.

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