Jackfruit, il frutto che sa di carne conquista la tavola

Il jackfruit è un frutto asiatico, l'interno è giallognolo e assomiglia al melone. Il gusto sembra possa facilmente ricordare il sapore della carne

Si presenta come un frutto che può raggiungere i 50 chili di peso, con una pelle dura e ruvida. Il jackfruit sembra un frutto preistorico a vedersi, ma all’interno somiglia molto al melone giallo. La parte commestibile è quella che circonda i grossi semi, che volendo si possono consumare solo se cotti (il sapore è molto farinoso), in quanto crudi possono rivelarsi tossici.

In Thailandia è molto diffuso e si trova nei famosi market, già pulito e pronto per l’assaggio. Il frutto crudo ha la stessa consistenza del mango, un po’ fibroso, ma morbido e succoso. Il jackfruit è ricco di vitamine, ma è naturalmente privo di glutine: per questo è la nuova passione di chi ha alcune intolleranze alimentari. Non ha un elevato contenuto di zuccheri, né di proteine, ma c’è chi lo consuma al posto della carne in tacos, tortillas o sandwich…

jacfruit pulito

Come si pulisce il jackfruit

Online si trovano alcuni video molto accurati, che spiegano come pulire questo frutto. Dopo aver inciso con un coltello molto affilato la parte esterna, il frutto viene tagliato in quattro per la lunghezza. A questo punto si rimuove la parte dura centrale più chiara, che non è edibile. Facendo un po’ di forza sulla buccia, la polpa intorno ai semi si dividerà da sé e potrete eliminare anche la membrana intorno ad ogni singolo “baccello” giallo. Eliminati i grossi semi potrete gustare il jackfruit in tutta la sua freschezza. Pulire questo originalissimo frutto con le mani le renderà appiccicose: anche il coltello utilizzato andrà cautamente pulito!

Il sapore di carne

Il “jako” come viene chiamato in Italia, sta diventando molto diffuso anche tra chi non consuma abitualmente carne. Il motivo è che sembra che il frutto cotto sappia di carne di maiale e possa tranquillamente accompagnare diverse pietanze salate. In Italia non è facile trovarlo, si può provare da alcuni alimentari asiatici ben forniti oppure c’è sempre l’alternativa shopping online. C’è da sapere che il frutto si deteriora molto velocemente una volta aperto, quindi va in qualche modo rielaborato (si trova spesso anche online in lattina). Il prezzo è uno degli ostacoli più evidenti, un frutto di 7 chili può costare anche 100 euro, ma contenere ovviamente centinaia di semi.